Cnipa: il sistema informatico della PA non è sicuro
L'innovazione digitale rende la pubblica amministrazione sempre più efficiente, ma è indispensabile rendere il sistema informatico pubblico più sicuro. Nonostante una riduzione della spesa per beni e servizi Ict (2, 137 miliardi di euro nel 2006, a fronte dei 2, 211 miliardi di euro dell'anno precedente), la Pubblica amministrazione segnala sensibili progressi nei servizi erogati in rete a imprese e cittadini, che crescono complessivamente dell'11%, con un totale di 260 milioni di transazioni on line nell'anno appena trascorso. Ciò ha permesso al Belpaese di collocarsi ben sopra la media europea in materia di disponibilità di servizi pubblici on line, con una crescita di 9 punti in due anni, anche se l'offerta si presenta ancora disomogenea in termini di qualità e completezza. In ritardo la diffusione e l'uso dei sistemi di protocollo informatico e di gestione documentale. Sono queste, in sintesi, le luci e le ombre che emergono dalla Relazione annuale del Cnipa sull'informatizzazione della pubblica amministrazione, presentata a Roma alla presenza, oltre che dei rappresentanti delle istituzioni pubbliche centrali e locali e delle imprese del settore, del ministro per le Riforme e l'innovazione nella Pubblica amministrazione Luigi Nicolais.
Dal censimento dei sistemi elaborativi dell'amministrazione centrale emerge la presenza di 1.033 differenti Ced, i centri di elaborazione dati, con 31 mainframe e 9.600 server applicativi, che occupano uno spazio di 60mila metri quadrati, l'equivalente di 10 campi di calcio e che, d'altro canto, richiedono il presidio di 7.300 addetti e costano 450 milioni di euro l'anno. «Si tratta di una situazione - ha sottolineato Livio Zoffoli, presidente del Cnipa - che presenta dei rischi, di cui è opportuno avere piena coscienza per poterli affrontare e risolvere. Occorre quindi "mettere in sicurezza" il sistema informatico pubblico italiano. Gli aspetti da considerare sono molteplici e vanno dalla razionalizzazione delle infrastrutture di calcolo, alla gestione sicura e consapevole dei dati, alla qualificazione del personale preposto, alla gestione operativa delle applicazioni, alla continuità di servizio e alla sua qualità, alla stabilità dei finanziamenti per le infrastrutture comuni».
Sul fronte della modernizzazione del nostro apparato burocratico, la relazione evidenzia una crescita continua dell'utilizzo della posta elettronica per numero di utenti e messaggi scambiati. In aumento l'uso di soluzioni open source e il riuso del software. Portali e siti web sempre più visitati dai cittadini-utenti, ma alla ricchezza dei dati in rete offerti dalla Pubblica amministrazione non sempre corrisponde una qualità delle informazioni in termini di chiarezza espositiva, facilità di accesso e frequenza di aggiornamento. Le aspettative, infine, di riduzione della spesa pubblica e aumento di efficienza delle risorse, portano con sé la dematerializzazione della documentazione cartacea, il cui buon esito comporterebbe significativi risparmi sia di alberi non tagliati, ma anche di spese postali.