Le banche italiane esternalizzano di più
Sul finire di dicembre è stata pubblicata l’edizione 2010 dell’Indagine sull’utilizzo dell’ICT in gruppi bancari europei con articolazione internazionale. L’indagine, che rileva i profili organizzativi e di governance dell’ICT e gli indirizzi di innovazione tecnologica dei principali gruppi bancari con respiro europeo presenti in Italia, è curata annualmente dalla CIPA (Convenzione Interbancaria per i Problemi dell’Automazione) in collaborazione con l’ABI.
All’edizione 2010, relativa all’anno 2009, hanno partecipato in tutto 18 gruppi, 13 con capogruppo estera e 5 con capogruppo italiana. Rispetto al campione complessivo, 13 gruppi si collocano tra i primi 30 in Europa per totale attivo.
Esaminando il campione, con riferimento alla classificazione per nazionalità della capogruppo, risulta che i gruppi esteri hanno una maggiore concentrazione sia di banche sia di strutture informatiche nell’Europa Centrale, in Asia e nel Resto del Mondo, mentre i gruppi italiani dichiarano una maggiore presenza nell’area Mediterranea e nell’Est Europa.
Con riferimento alle modalità di
gestione dei servizi informatici, risultano evidenti differenze tra i gruppi stranieri e quelli italiani. Infatti, mentre la grande maggioranza (92%) dei gruppi esteri affida la gestione del sistema di elaborazione dati a una componente bancaria del gruppo stesso,
in quelli italiani la gestione è prevalentemente (60%) affidata a una componente non bancariadel gruppo o a una società esterna (tipicamente, una società strumentale), pur essendo presenti anche altre forme di gestione.
Dal monitoraggio sul processo di consolidamento e razionalizzazione delle infrastrutture ICT emerge che, per una percentuale variabile dal 40% al 60% dei gruppi sia italiani sia esteri, sono ancora in corso attività di integrazione dei data center e delle server farm, a fronte di una percentuale del 20-40% di gruppi che hanno già completato i relativi interventi.
Una parte di rilievo nell’indagine di CIPA e ABI è dedicata agli
aspetti economici connessi all’utilizzo dell’ICT. Con riguardo all’andamento dei costi ICT nel biennio 2008-2009, si rileva un trend in diminuzione, seppure contenuta (-1,5%); disaggregando i dati per nazionalità della capogruppo, emerge una netta differenziazione tra i gruppi esteri, che dichiarano una situazione di sostanziale stabilità (+0,2%) e i gruppi italiani, per i quali si conferma una decisa diminuzione (6,4%), in parte dovuta agli interventi di ottimizzazione e razionalizzazione conseguenti al completamento dei processi di integrazione.
Per quanto riguarda i dati previsionali per il 2010, emerge a livello complessivo un andamento in crescita (+5,3%); tale trend è fortemente influenzato dalle previsioni di aumento segnalate dai gruppi esteri (+7,2%), mentre per i gruppi italiani si conferma anche per il 2010 un andamento di segno negativo, seppure contenuto (-0,9%).
L’impegno all’investimento per l’innovazione tecnologica è previsto in aumento dai tre quarti dei gruppi esteri e solo dal 40% dei gruppi nazionali. Gli ambiti tecnologici ove si sono concentrati i maggiori investimenti sono il VoIP, la business intelligence, la virtualizzazione e la Green IT, utilizzati prevalentemente a supporto delle esigenze interne.
Una parte significativa degli investimenti in programma è rivolta ai servizi alla clientela e riguarda soprattutto le tecnologie Web 2.0, mobili, di business intelligence e del contactless; di sicuro interesse risulta infine, sia per le funzioni interne sia per i servizi alla clientela, anche il cloud computing.
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